Sismaitalia e il suo sviluppo estero

I nostri numeri

«Qui tornerai non morirai in guerra»: affermazione che coincide con le intenzioni di Sismaitalia.

Nello logiche di sviluppo e di espansione del gruppo Sismaitalia ho deciso dall’anno 2014 di abbracciare le  idee dei miei, alla possibilità di considerare  i mercati esteri. Da anni per la parte degli acquisti di materie  rime per la produzione digitale mi sono rivolto a partner iberici riuscendo ampiamente a superare le logiche concorrenziali dei colleghi italiani.

Osservando l’ultimo biennio segnali positivi che indicavano una nuova intensificazione degli scambi  internazionali dopo la crisi si sono alternati a brusche frenate, interruzioni  che seppur temporanee hanno evidenziato tutta la precarietà della ripresa in corso.

Cercando i fattori positivi, la crescita registrata dal commercio nel 2011 è certamente fra questi. L’aumento degli scambi ha inoltre superato la variazione del PIL mondiale, sfatando i timori che, dopo la crisi, nuovi nazionalismi  potessero indebolire il lungo sentiero di apertura commerciale che caratterizzava l’economia internazionale dagli anni novanta.

Nel corso degli ultimi anni non sono poi mancate interruzioni e strozzature, spesso  drammatiche come la tragedia  giapponese o destabilizzanti come la primavera araba. Anche alla luce di questi aspetti contingenti non posso non fare una sottolineatura evidente sul rallentamento delle  importazioni mondiali. È tuttavia il profilo temporale delle variazioni a destare qualche seria preoccupazione per il futuro. Il commercio estero è anche una cartina tornasole del clima di fiducia dell’economia globale, un indicatore messo oggi a dura prova da quanto non accade intorno al caso Grecia i suoi possibili contagi all’interno dell’Europa.
L’aggravarsi del quadro d’incertezza nell’ultima parte del  2013 è coinciso con una prima evidente frenata del commercio internazionale, i cui livelli nel quarto trimestre sono addirittura diminuiti rispetto ai tre mesi precedenti.

Il 2014 si è aperto confermando le incertezze e, pur in assenza di dati definitivi, i principali indicatori congiunturali per il commercio estero, dagli indici degli approvvigionamenti ai costi dello shipping, dai primi dati parziali di import export di alcuni  grandi paesi al clima di fiducia delle imprese, sono tutti orientati in senso negativo, soprattutto per quello che riguarda la domanda dei mercati maturi.
La previsione per l’anno in corso indica quindi un nuovo rallentamento degli scambi che, in linea con la minor crescita attesa per il PIL mondiale, non supereranno il 4%, collocandosi al di sotto del tasso medio degli ultimi 15 anni.

Le considerazioni sopra non hanno però rallentato la visone strategica che in primis vede Sismaprint come potenziale player europeo trovando spazi di commercializzazione tra linee di affermazione dei paesi quali, Francia e Germania.

Sismaitalia

La mission dell’azienda si basa principalmente sulla volontà di moltiplicare la forza della comunicazione attraverso tecnologie, servizi e competenze sempre più specializzate in tutti i diversi ambiti della distribuzione pubblicitaria.